21 de setembre de 2015

“Lo specchio nero”, il nuovo giallo di Gianluca Morozzi

[Q Time, 20 settembre 2015]

Maurizio Pratelli


Gianluca Morozzi (nella foto di Claudio Guerra) è uno degli autori particolarmente cari a chi scrive fin dai tempi dei suoi esordi che risalgono al 2001 con Despero, pubblicato dalla piccola casa editrice Fernandel. Da allora, Morozzi, uomo dalla penna particolarmente brillante, ha scritto molti libri di successo che hanno raggiunto l’apice delle vendite grazie al romanzo Blackout, un thriller interamente ambientato all’interno di un ascensore. Nella sua ampia produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna e – soprattutto – la musica, che ha segnato le pagine cariche di passione di Accecati dalla luce, un volume dedicato a Bruce Springsteen. Per Guanda, oltre al già citato Blackout, Morozzi ha pubblicato il romanzo generazionale L’era del porco,Colui che gli dei vogliono distruggere, Cicatrici, Chi non muore, Lo scrittore deve morire con Heman Zed. Ora, sull’onda del recente successo dello splendido Radiomorte, Morozzi torna subito a cimentarsi con il genere a lui più caro in questi anni, Lo specchio nero è infatti il suo nuovo e avvincente romanzo giallo arrivato nelle librerie in questi giorni. 


"C’era una ragazza morta con la gola tagliata dentro una stanza con la porta chiusa dall’interno, e un uomo morto in un bagno cieco con la porta chiusa dall’esterno. L’unica persona viva tra quelle due porte era lui e soltanto lui. Lui che aveva un coltello insanguinato in mano.”
Svegliarsi in una stanza mai vista prima, accanto a una sconosciuta nuda, senza ricordare niente delle ore precedenti, non è del tutto inusuale. Se però la donna è morta e la stanza è chiusa a chiave dall’interno, la faccenda si fa un po’ più preoccupante. E non migliora quando trovi un altro cadavere nel bagno, chiuso a chiave dall’esterno. Non c’è da stupirsi che Walter Pioggia esca in preda al panico da quella stanza, da quella casa, in cui l’assassino di due persone può essere soltanto lui. A partire dal mattino dopo, i problemi di Walter sono tre. Il primo è scoprire se davvero quel terribile delitto ha avuto luogo, dato che per giorni i media non ne danno notizia: che sia stata solo un’allucinazione? Poi, quando i cadaveri vengono ritrovati, sorge il secondo problema: dimostrare, soprattutto a se stesso, che non è stato lui. E su tutto aleggia il terzo problema, il più grande di tutti: fare i conti con un passato devastante che ritorna, con il tradimento di un padre, con un amico che credeva morto e forse non lo è. Tra i portici e i bar di una Bologna bohémien ricostruita con affetto e ironia, si sviluppa un’indagine psicologica che colora di tensione il presente apparentemente normale di un uomo apparentemente normale, fino alla più sorprendente delle conclusioni.




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