23 d’octubre de 2015

Montalbano, i luoghi della fiction, de Giovanni Sarto


Giovanni Sarto. Montalbano, i luoghi della fiction. Testi di Lucia Nifosì. Modica: La Grafica, 2011

Sarò certamente poco originale a recensire un libro di fotografie quando il tema del mese è l’immagine. Ma ad essere originale è certamente il libro che insisto a recensire, perché merita la giusta attenzione per il solo fatto di essere un bellissimo oggetto, frutto dell’opera intellettuale di Giovanni Sarto, fotografo, e di Lucia Nifosì, giornalista. 


Il primo ha curato le foto e la seconda i testi di questo “Montalbano, i luoghi della fiction”, che, come si legge nella seconda di copertina, è “ispirato alla serie televisiva “Il Commissario Montalbano”, una produzione Rai Fiction”. Ed in effetti le centosette fotografie raccontano tutte luoghi più o meno noti, dalle grandi cattedrali barocche ai porticcioli della costa e alle masserie dell’altopiano, tutti luoghi che, da quando l’opera di Camilleri è stata magistralmente portata sullo schermo dalla premiata ditta Sironi-Zingaretti, conoscono tutti gli italiani. 

E se anche lo stabilimento bruciato di Sampieri diventa “la mànnara” nello sceneggiato, se la casa del commissario è nella Vigata letteraria ma nella reale Punta Secca, certo è che quei luoghi hanno fatto la fortuna della fiction che ha fatto la fortuna di quei luoghi, almeno dal punto di vista del flusso turistico (e non è cosa da poco).
 
Il libro di Giovanni Sarto trasporta, in un assoluto bianconero molto marcato, nei luoghi che vedono lo svolgimento delle inchieste di Montalbano e dei suoi Augello, Fazio e Catarella. E sono luoghi belli già di loro che però le foto di Sarto restituiscono sulla carta con un fascino particolarissimo: sarà il bianconero, saranno le angolazioni, saranno chissà quali cause certo è che mentre appare evidente a tutti che il Duomo di San Giorgio di Ibla sarà sempre e comunque bello e maestoso, non così ovvio appare per la sgangherata casupola di pescatori di Marzamemi che Sarto ritrae in una accesa estate siciliana. 

“Le zone in cui si aggira Montalbano – scrive Lucia Nifosì – e nei quali vediamo aggirarsi Giovanni Sarto con l’attrezzatura fotografica, sono incantevoli. Luoghi nei quali lo spazio architettonico e urbanistico sembrano concretizzazioni dello spazio dell’esistenza, di quello spazio naturale sul quale si è innestata la cultura. Una natura selvaggia che l’uomo ha piegato alle proprie esigenze di sussistenza, senza alterarla e conferendole una forma, operando un passaggio dal territorio al paesaggio addomesticato se è vero che gli uomini portano la terra che hanno dentro, nel paese che trovano, sovrappongono l’interno al paesaggio esterno e l’uno e l’altro si migliorano. La connessione tra l’architettura e il paesaggio naturale costituisce la peculiarità e l’unicità dell’area iblea, protagonista assoluta della ormai celebre serie televisiva. Un’altra Sicilia è balzata agli onori della cronaca con i nomi letterari di Vigata e Montelusa che coincidono con l’area della Sicilia sud-orientale scelta fin dagli anni ’50 e ’60 da alcuni famosi registi quali i fratelli Taviani, Luigi Zampa, Gianni Amelio e Pietro Germi”. 



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